Bloody Mary, il cocktail sofisticato

E' il più sofisticato tra i cocktail classici, per via dell'utilizzo del succo di pomodoro che ne è alla base e che da l'inconfondibile color rosso sangue.

La sua creazione avvenne all'Harris Bar di Venezia nel 1920, ma la prima recensione con la codificazione del Bloody Mary si ha nel 1939, con la creazione di George Jessel.

Il nome si deve alla regina Maria I d'Inghilterra, Maria La Sanguinaria.

Ne esiste anche una versione analcolica, il Virgin Mary, ma il vero Bloody Mary ha una base consistente di vodka liscia.

Questi gli ingredienti: 4,5 centilitri di vodka liscia, 9 cl di succo di pomodoro, 1,5 cl di succo di limone. Tutto va inserito insieme in un bicchiere con ghiaccio. Si aggiunge poi due o tre gocce di salsa di worchestershire, tabasco, sale e pepe. Il tutto va mescolato, senza però essere schecherato.

In genere la guarnizione con cui si serve è un gambo di sedano verde accanto alla cannuccia.

Oltre al Virgin Mary, esistono altre variazioni, alcoliche e analcoliche. Particolarmente popolare divenne il cocktail denominato Red Hammer, utilizzando il gin al posto della vodka, che negli Stati Uniti, durante gli anni Cinquanta, era un prodotto raro e costoso. In alcuni casi la vodka viene rimpiazzata con una particolare birra messicana.

Autore maxsbard
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