Il cappuccino artistico - Ecco come farlo

Cuori. E poi, tanti fiori, di ogni forma. E addirittura, decorazioni che richiamano i fregi dei templi greci. Non c'è freno alla fantasia quando si posa la cremina nel cappuccino. Basta poi saperlo realizzare correttamente.

Tra i baristi c'è ormai una vera e propria gara in chi riesce a dare maggior sfogo alla propria fantasia. Anche perché i clienti apprezzano.

Sempre, ovviamente, che il cappuccino sia buono, elemento ben più importante di come si presenta.

Ma quando è nato il cappuccino e dove? Bevanda italiana per eccellenza, a base di caffè espresso e latte montato fino a formare una morbida schiuma, il cappuccino in realtà ha visto la luce a Vienna. Una bevanda speziata chiamata "Kapuziner", per via del colore marrone che ricorda il saio dei frati, viene preparata già nel XVIII secolo. Una bevanda che prende piede a Trieste e negli altri territori italiani dell'Impero austrungarico.  

E' in Italia che poi si diffonde, negli anni '30 del Novecento, grazie alle macchine espresso brevettate da Luigi Bezzera.

In genere si consuma con l'aggiunta di zucchero, anche se qualcuno preferisce assaporarlo amaro, come il caffè. I più golosi, invece, ci aggiungono anche una spolverata di cacao o di cannella in polvere.

La principale divisione dei cappuccini è tra chiaro e scuro. E, sempre dal punto di vista dell'occhio, la differenza la pouò fare, appunto, l'art coffee.

Autore maxsbard
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