Ravioli di ricotta e spinaci - Ricetta

Per parlare di ravioli bisogna partire dalle origini e, benché all’epoca dei Romani non si conoscesse un tipo di pasta ripiena simile, esiste qualche ricetta storica in cui compare una specie di raviolo considerato il suo progenitore.

L’origine del termine raviolo è incerto e nel medioevo esso stava ad indicare una specie di tortello rappresentato da un piccolo involucro di pasta con all’interno un ripieno di vario tipo, ma, sempre nello stesso periodo storico il termine raviolo stava ad indicare anche una specie di polpetta ovale cotta nel brodo oppure nel grasso.

Come sia nato il termine raviolo ancora non è chiaro, alcune correnti di pensiero lo fanno derivare dal nome di una piccola rapa, la rabiola, un’altra teoria sostiene invece che il nome deriva da rovigliolo (groviglio) perché il ripieno presenta ingredienti aggrovigliati tra di loro.

Tuttavia, al di la delle più disparate opinioni in merito, quella che appare più accreditata è che il raviolo deve il suo nome a quello che è considerato il suo primo cuoco, un tale di nome Ravioli che lo concepii nel comune di Gavi Ligure ai tempi delle Repubbliche Marinare.

Alla sua diffusione in ambito locale segue una più ampia distribuzione territoriale grazie agli scambi fieristici del 1200, da parte dei genovesi, fino ad essere citato nel 1300 del Decamerone di Boccaccio, che ne esalta le qualità.

In tutte le famiglie, anche in quelle meno abbienti, la preparazione della pasta ripiena viene vissuta quasi come un rito e, a ragion del vero, bisogna precisare che in relazione all’area geografica o alle varianti del suo ripieno, si deve parlare di raviolo ma anche di agnolotto.

In questa ricetta viene mostrata la preparazione dei ravioli sardi ripieni di ricotta e spinaci.

Autore charlye641
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